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MITOLOGIA DELLE COSTELLAZIONI

Cassiopea, la regina del cielo

di Alessio Santinelli (2010)


http://www.mazzottiefigli.com/cfm2004/
astrofotografia/costellazioni.html

 

"Innanzi al grande Drago si volge,
non molto appariscente nella notte
di plenilunio, la fatale Cassiopea …
ed essa si stende così dall'una
all'altra delle sue piccole spalle
quant'è lungo un braccio, sì che diresti
ch'ella si disperi per la sua figliola.
Perché infatti ivi si ruota altresì
quella dolorosa figura di Andromeda,
tutta agghindata di stelle sotto
lo sguardo della madre."

Arato, Fenomeni, 188-198     

Cassiopea è una delle costellazioni circumpolari, cioè fa parte di quei raggruppamenti stellari apparenti che, alle nostre latitudini, sono visibili tutto l'anno e non scendono mai al di sotto dell'orizzonte. E' composta principalmente da 5 stelle che sembrano formare una W quando si trovano tra il Polo Nord celeste e l'orizzonte, una M quando sono tra il Polo e lo zenit.

Già gli antichi Sumeri vedevano nelle stelle α β γ e δ di Cassiopea la figura di un cavallo e la denominarono ANSE.KUR.RA, reso successivamente in accadico con il termine sisû. Per quello che riguarda le stelle restanti, furono raggruppate insieme ad alcune parti di Cefeo e alle costellazioni del Cigno e della Lucertola e suggerirono l'immagine di una pantera (5, pp. 92, 341). I Greci invece, vollero scorgere in questa particolare conformazione stellare una donna seduta su una sedia che "con una mano giocherella con i lunghi capelli e con l'altra tiene in mano un ramo di palma" (1, pp. 289-290).


http://www.bergamo5.it/sito/eg/cassiopea_costellazione.htm

I nomi stessi delle stelle che la compongono ci tramandano delle porzioni anatomiche ben precise atte ad inquadrare l'immagine di una donna per l'appunto seduta, tanto che presso gli Arabi era denominata "la signora della sedia".

  • α Schedar (m. 2,24), nell'Almagesto arabo al-sadr, ovvero "il petto"

  • β Caph (m. 2.27), "apposto nell'Ottocento, deriva da una abbreviazione araba preislamica al-kaff al khadib, "la mano colorata", usato sia per indicare la stella, sia più propriamente tutte e cinque le stelle più luminose della costellazione. La tradizione beduina qui vedeva una mano con le dita colorate in rosso scuro alla moda orientale, che utilizzava per la tinta le foglie di hennè".

  • γ Navi (m. 2.15), è un nome introdotto alla metà degli anni Sessanta Virgil Grissom, astronauta perito nel rogo dell'Apollo 1 nel 1967, e da Tony Jenzano, direttore del Morehead Planetarium di Chapel Hill nel North Carolina.

  • δ Ruchbah (m. 2.66), denominazione data nell'Ottocento da un'abbreviazione del nome islamico della stella rukbat dhat al-kursiy "il ginocchio della signora della sedia".

  • ε Segin (m. 3.38), è collocata nella posizione della gamba.

  • NGC 457 (m. 4.7) si trova intorno alla stella φ ed è composto da 80 stelle.
  • M52 (m. 6.9) è un ammasso aperto ed è composto da un centinaio di stelle.
  • M103 (m. 7.4) comprende venticinque stelle.
  • NGC 663 (m. 7.1) comprende un'ottantina di stelle. (3, pp. 52-53; 8,  pp. 44-45).
     
http://alfalyrae.splinder.com/post/9446939


NGC 457 (http://www.mistisoftware.com/)

Nel "Coelum Stellatum Christianum" dell'astronomo tedesco J. Schiller, Santa Maria Maddalena prese il posto della regina Cassiopea. 


Santa Maria Maddalena nel coelum stellatum christianum di J. Schiller (http://www.lindahall.org)

Il mito di Cassiopea è legato strettamente a Cefeo suo sposo, ad Andromeda sua figlia, a Perseo l'eroe salvatore e alla Balena - il mostro marino - i quali, oltre ad essere personaggi legati ad uno stesso racconto mitico, sono anche tutti nomi di costellazioni molto vicine le une alle altre sulla volta celeste. Probabilmente gli antichi hanno voluto vedere di proposito in questi raggruppamenti stellari così vicini i personaggi di una romantica storia immortale. 

Senza scendere nei dettagli del mito, Cassiopea si connota come una regina, sovrana di Joppa in Palestina, figlia di Arabo e nipote di Ermete. Un giorno si vantò della sua bellezza e di quella di sua figlia Andromeda dicendo che superava di gran lunga quella delle Nereidi, le ninfe del mare. Queste erano le cinquanta figlie di Nereo - il dio del mare prima di Poseidone - e di sua moglie Doride.

Come nella maggior parte dei miti, il motivo che fa da filo conduttore al racconto è proprio la superbia, la υβρις, considerato il peccato più grave che l'uomo possa commettere. Era l'affronto più grande in quanto l'uomo, che da sempre cercava di eguagliare le divinità - esseri immortali e come tali perfetti - non poteva permettersi in nessun modo di gareggiare con loro né di sfidarli.

Cassiopea si macchiò di superbia e le Nereidi offese si lamentarono del torto subito col dio Poseidone che per punirla scatenò la furia delle acque e di un mostruoso serpente marino, mandato a devastare il paese di cui Cassiopea era regina. Cefeo, il re, consultò l'oracolo di Zeus Ammone in Libia e gli fu risposto che la sua unica speranza era sacrificare al mostro sua figlia Andromeda. I sudditi furono perciò costretti a incatenarla ad una roccia ai piedi di un faraglione, nuda con gioielli addosso perché il mostro ne fosse attratto e la divorasse. 

A questo punto la vicenda si articola con l'arrivo prodigioso di Perseo che salva la principessa dal mostro e ne chiede la mano. A ricordo dell'eroica impresa "Poseidone pose tra le stelle le immagini di Cefeo e di Cassiopea ma quest'ultima, in punizione del suo tradimento, è legata a una cesta della spesa che, in certe stagioni dell'anno, si capovolge mettendo Cassiopea in posizione ridicola" (4, pp. 35-35, 5, pp. 216-217).

Igino nell'Astronomia commenta: "per questo fatto Cassiopea fu rappresentata fra gli astri seduta su un trono. Ma a causa della sua empietà, appare, nella rotazione del cielo, con la testa in basso" (II, 10).

    

Cassiopea nell'Uranometria di Johann Bayer
(http://www.lindahall.org)

Bibliografia:

(1). Cattabiani A., Planetario, Milano 2001.
(2). Cresci L., Le stelle celebri, Milano 2002.
(3). Ferreri W., Costellazioni e mito, Milano 2000.
(4). Grant M., Hazel J., Dizionario della mitologia classica, Milano 1990.
(5). Graves Robert, I miti greci. Dei ed eroi in Omero, volume I.
(6). Pettinato G., La scrittura celeste. La nascita dell'astrologia in Mesopotamia, Milano 1998.
(7). Ridpath I., Mitologia delle costellazioni, Padova 1994.
(8). Vanin G., I nomi delle stelle, Milano 2004.


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