| home page - novità - mappa - link | ![]() |
Matteo Ricci di Macerata (1552-1610) ebbe una straordinaria cultura, fu dotto in filosofia, matematica, astronomia, nonché primo a conoscere in profondità la lingua cinese con i suoi numerosissimi ideogrammi.
La conoscenza dell'astronomia apparve subito importante per aprire canali di comunicazione già in Giappone, allorché il gesuita Francesco Saverio vi giunse dopo il viaggio in India e prima che iniziasse la vicenda di Matteo Ricci in Cina. Saverio notò che i giapponesi, oltre ad avere una grande curiosità intellettuale, erano anche molto "dipendenti" dalla Cina, per cui non riuscivano ad accettare una religione che in Cina non aveva preso piede. Saverio cadde ammalato e morì il 3 dicembre 1552, quando aveva ancora solo 46 anni.
|
Il primo a riuscire ad entrare in Cina fu il padre Ruggeri, nel 1580. Fu questi che chiese e ottenne come compagno di missione padre Matteo Ricci, che aveva già conosciuto durante il comune soggiorno in India. Ricci era entrato nella Compagnia di Gesù nel 1571 e aveva acquisito un notevole bagaglio culturale: oltre la conoscenza del greco, del latino e dell'ebraico, anche la matematica e l'astronomia. Al suo arrivo in Cina, Ricci fu portavoce delle nuove concezioni astronomiche di Copernico. Lavorò molto per apprendere al meglio il cinese. Nella sala di studio i gesuiti avevano collocato un mappamondo universale, la grande "Mappa dei diecimila paesi", in proiezione sferica schiacciata, che mostrò per la prima volta ai cinesi l'estensione del mondo conosciuto. Questa "Mappa" suscitò nei cinesi grande interesse. Benché in un primo momento i Cinesi si mostravano diffidenti ed increduli nei confronti di un mappamondo che mostrava la Cina "piccola" in confronto alla loro concezione tradizionale, e non posta come essi pensavano al "centro del mondo", alcuni tra di loro, i più dotti, compresero che quello strumento potesse contenere delle verità. Più tardi una copia del mappamondo, in sei pannelli separati, finirà appesa alle pareti del Palazzo Imperiale. Matteo Ricci costruì poi diversi strumenti astronomici: pendoli, sfere, altri mappamondi, acquistando quindi fama di grande matematico. |
![]() Padre Matteo Ricci (immagine dal sito web del Comune di Macerata) |
Dapprima a Macao, successivamente a Nanchino, e poi infine nella sede dell'Imperatore, Pechino, padre Matteo Ricci attuò un sincero processo di inculturazione, si approcciò agli usi e ai costumi, alle tradizioni della popolazione del paese, alla sua cultura e ai suoi riti, apprendendo con sempre maggiore competenza ad esprimersi nella ricca lingua cinese. La prodigiosa memoria di Ricci gli permise di "registrare in memoria" tutta una serie di libri che gli sarebbe stato impossibile trasportare fisicamente in Cina. Fra l'altro si dedicò a tradurre, con il suo discepolo Xu Guangqi, i primi sei libri degli Elementi di Euclide, che furono pubblicati nel 1607, ed un libro dell'Astrolabio. Queste sono soltanto le più note delle traduzioni matematiche di Ricci, che spaziano dalla Trigonometria all'Algebra.
In Cina era anche proibito occuparsi di astronomia senza l'ordine dell'imperatore, e chi veniva sorpreso dedito a tali studi era condannato a morte. E solo l'imperatore poteva pubblicare il calendario. Matteo Ricci, avendo studiato a Roma sotto la guida di p. Clavio, il famoso astronomo al quale si deve la riforma del calendario adottata da Gregorio XIII nel 1582, vantava anche un'ottima conoscenza della materia. Ricci rimase molto sorpreso degli impressionanti strumenti astronomici cinesi, usati allora nei "Collegi dei Matematici'', e affermò con meraviglia che erano tutti fusi in bronzo, lavorati con grande perizia e superbamente adorni, cosí grandi ed eleganti che egli non ne aveva mai visti di migliori in Europa. La fama di grande matematico e astronomo gli aprì l'accesso alla corte imperiale, dove fu accolto con rispetto e grandi onori, sconosciuti persino agli ambasciatori.
Una volta compresa la cultura e la mentalità cinese, Ricci si presenta vestito come un letterato. Egli capisce infatti che il vestito da bonzo, che indossava all'inizio, non era adatto, in quanto i bonzi erano poco rispettati e considerati illetterati. Abbandona allora il loro modo di vestire e adotta gli abiti del letterato: eleganti abiti di seta che gli permettono di entrare in contatto con altri eminenti studiosi. Ricci infatti era ormai considerato dai cinesi uomo di scienza: si era fatto crescere una lunga barba come i saggi del luogo, e partecipava annualmente ai riti in onore di Confucio, riti più civili che religiosi. Avendo studiato il confucianesimo e la letteratura cinese, e visto il grande amore che questo popolo nutriva per il culto degli antenati e gli onori resi a Confucio, si convinse del carattere puramente civile, sociale e nazionale di tali riti, che non avevano il carattere di cerimonie religiose. Quindi per agevolare l'inserimento della civiltà cristiana in quella cinese, considerò tali riti compatibili con la pratica della religione cattolica; questo atteggiamento in seguito sarà fonte di molte polemiche.
Come quella di Francesco Saverio, anche la vita di Matteo Ricci fu breve: la sfibrante attività minò il suo fisico e pose fine alla sua vita l'11 maggio 1510, all'età di 57 anni.
Il Mappamondo (edizioni: Zhaoqing 1584, Nanchino 1600, Pechino 1602, 1603, 1608, 1609). Ebbe diffusione in tutto l'estremo oriente. E' la prima raffigurazione del mondo disegnato come una sfera circolare, stampata e pubblicata in Cina. Difformemente dalla concezione eurocentrica delle mappe geografiche europee, la sua aveva la Cina e l'Asia orientale nella sezione centrale.

Il mappamondo di padre Matteo Ricci
Calendario gregoriano (1589). Versione cinese del calendario romano riformato da papa Gregorio XIII nel 1582, riforma cui aveva contribuito anche il matematico Cristoforo Clavio, quando il Ricci era già in oriente. Verrà pubblicata dai gesuiti della Cina solo dopo la sua morte. Il calendario cristiano venne "accomodato" dal Ricci nei 24 periodi di circa 15 giorni dell'anno solare cinese, "di modo che possono per se stessi i cristiani sapere tutte le feste dell'anno mobili e fisse, et anco le loro lune e tempi dell'anno".
Riqiu dayu diqiu, diqiu dayu yueqiu (Il disco solare è più grande del globo terrestre e questo è più grande del disco lunare), incerta datazione. E' un trattatello che contiene sei teoremi sulla luce per spiegare le eclissi, le prove che il disco solare è più grande del globo terrestre e che questo è più grande di quello lunare, ed inoltre un lavoro di Xu Guanqi intitolato Tre argomenti sulla rotondità della terra.
Qiankun tiyi (Spiegazioni essenziali di cielo e terra). E'il nome della raccolta non ricciana di opuscoli del Ricci, che contiene alcuni suoi lavori noti e meno noti: Nozioni generali di cosmografia e di geografia, Distanza e grandezza comparata tra il globo terrestre e i pianeti dei nove cieli, Trattato dei quattro elementi, Il disco solare è più grande del globo terrestre… Contiene anche il Trattato delle figure isoperimetriche di Li Zhizao.
Li Zhizao - Matteo Ricci, Hungai Tongxian tushuo (Astrolabio e sfera con figure e commento) (1607). Opera scritta e stampata da Li Zhizao (1565-1630), il cui soprannome era Li Wocun, alias Leone, uno dei principali collaboratori del Ricci, nonché editore di alcune sue opere. Ovvio il contributo remoto del Ricci sull'opera e la sua influenza sull'autore: "imparò da noi molte cose di matematica" - ricorda Ricci. E ancora: "va stampando quello che udì".
Jingtian gai (Trattato delle costellazioni), Pechino, incerta datazione. Ancora una traduzione in cinese di Li Zhizao del 1601, ma è incerta la data di pubblicazione. Ricci riferisce che il letterato e scrittore cinese, oltre alla Sfera ed al Trattato delle figure isoperimetre, tradusse "anco quello delle Costellationi delle stelle, con che fece il globo celeste ed il terrestre assai belli".