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Come il nostro pianeta è accompagnato dalla Luna, così anche i pianeti giganti e gassosi del nostro Sistema solare sono accompagnati da una schiera di satelliti, alcuni dei quali superiori per dimensioni a Mercurio, il più piccolo dei pianeti terrestri.
I
primi satelliti di altri pianeti furono scoperti nel XVII secolo, quando i
giganti conosciuti erano solo due, Giove e Saturno. All'inizio del 1610 Galileo
Galilei scoprì i quattro maggiori satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede,
Callisto), confermando la validità del sistema copernicano.
Successivamente Christiaan Huygens scoprì gli anelli di Saturno e il suo
satellite Titano, e prima della fine del secolo Giandomenico Cassini,
direttore di origine italiana dell'Osservatorio di Parigi, scoprì 4 nuove lune
intorno al gigante con gli anelli. Per 100 anni non furono trovati altri corpi,
finché William Herschel con i suoi potenti telescopi scoprì un nuovo
pianeta, Urano, e 4 nuovi satelliti. Con il progresso degli strumenti e con
l'invio di alcune sonde verso le zone esterne del sistema solare oggi sappiamo
che Giove e Saturno sono accompagnati da oltre 60
satelliti, alcuni dei quali hanno dimensioni di pochi chilometri. Dei lontani
Urano e Nettuno, visitati unicamente dalla sonda Voyager 2 che negli anni '80
approfittò di un eccezionale allineamento dei pianeti giganti, si conoscono
soltanto poche decine di satelliti, in attesa delle prossime nuove scoperte.
Nell'immagine sono riportati i maggiori satelliti dei pianeti giganti in scala tra loro e
rapportati alle dimensioni della Luna. Come accade per il nostro satellite, i
satelliti principali hanno una rotazione sincrona con il periodo di rivoluzione:
questo fa sì che dal pianeta si vede sempre la stessa faccia del satellite, e
dal satellite si vede il pianeta fermo nella stessa posizione del cielo!
![]() ![]() I quattro satelliti galileiani (Ganimede, Callisto, Io, Europa) in ordine di dimensione (fonte NASA). ![]() ![]() A sinistra il vulcano scoperto su Io nel 1979, a destra la superficie ghiacciata di Europa (fonte NASA). |
Giove è stato avvicinato negli anni '70 dalle sonde Pioneer e dalle Voyager; la missione Galileo ha studiato da vicino il pianeta più massiccio del nostro Sistema solare dal 1995 al 2003, prima di scomparire per sempre nella sua superficie gassosa. GANIMEDE
(diametro: 5.260 km, densità: 1.9 g/cm³) presenta due tipi di
suolo: regioni poligonali scure più antiche e solchi chiari più giovani.
Dalla misura del suo camp magnetico (1/10 della Terra) si è dedotto che IO (diametro: 3.640 km, densità; 3,5 g/cm³) presenza forti indizi di attività geologica: si trova vicino a Giove, ed è quindi soggetto al riscaldamento mareale, ha un'orbita risonante con Europa e Ganimede e sulla sua superficie mancano i crateri da impatto. Proprio su Io il 4 marzo 1979 il primo vulcano attivo scoperto su un altro corpo del Sistema Solare!!! Il materiale emesso è composto da zolfo, che dà il caratteristico colore giallo-arancio, e da bianca neve solforica (SO2 ghiacciata). La maggior parte delle catene di caldare vulcaniche si trova presso il polo nord. EUROPA (diametro: 3.120 km, densità: 3,0 g/cm³) ha una crosta sottile e ghiacciata, che galleggia sopra un oceano di acqua liquida. La superficie è solcata da un intreccio di fessure colorate e da strutture simili ad iceberg. Nell'oceano liquido ci dovrebbero essere condizioni simili ai fondali oceanici terrestri, un ambiente accogliente per molecole prebiotiche, quindi si pensa che Europa possa essere un luogo ideale per elementari forme di vita extraterrestre. E' allo studio una missione per studiare questo ambiente straordinario. |
![]() ![]() ![]() A sinistra il satellite Encelado; a destra l'immagine a falsi colori del geyser scoperto dalla Cassini sulla sua superficie al polo sud (fonte NASA). ![]() ![]() Immagini di Titano e della sua atmosfera ![]() ![]() A sinistra la superficie fotografata dalla sonda Huygens dopo l'atterraggio su Titano, a destra una immagine radar delle regioni verso il Polo Nord riprese dalla sonda Cassini |
Saturno è stato raggiunto dalla sonda Pioneer 11 e dalle sonde Voyager, che ci hanno fornito le prime meravigliose immagini del "signore degli anelli". Dal 2004 è in corso la missione Cassini-Huygens, per studiare da vicino il pianeta e alcuni dei suoi satelliti più interessanti. ENCELADO (diametro: 500 km, densità: 1,6 g/cm³) è un satellite ghiacciato immerso nell'anello E, ed è uno degli oggetti massicci più riflettenti dell'intero sistema solare. Nel novembre 2005 la sonda Cassini ha osservato geyser al polo Sud che proiettavano materiale a 600 km di altezza: la molecola più abbondante nel getto è il vapore acqueo, sono presenti CO (5%) e tracce di composti organici. I gas emessi sono quindi simili alla composizione delle comete, per questo sotto il polo Sud di Encelado può esserci un ambiente adatto allo sviluppo di semplici forme batteriche. GIAPETO (diametro: 1.460, densità: 1,1 g/cm³) è un satellite strano, ha un'orbita inclinata ed eccentrica, ed ha una peculiare forma a noce, con un emisfero più scuro del carbone e un emisfero più chiaro e più riflettente la luce. TITANO (diametro:
5.150 km, densità: 1,9 g/cm³) ha un colore
rossiccio e la sonda Voyager non era riuscita a scorgere alcun dettaglio,
dato che lo smog rossastro impedisce di vederne la superficie. Questo è l'unico satellite
del Sistema Solare dotato di una vera e propria atmosfera, composta da Nel 14 gennaio 2005 la sonda Huygens è discesa al suolo, trovando una temperatura di -190°C e una pressione di 1,5 atmosfere, con presenza di metano in una concentrazione vicina alla saturazione. Su Titano sono stati trovati indizi di un ciclo del metano simile al ciclo dell'acqua terrestre, con nuvole e piogge, bacini e geyser. Infatti nella regione del polo nord la sonda Cassini ha scoperto nuvole di etano permanenti e tracce che fanno pensare alla presenza di laghi e mari di idrocarburi in forma liquida, con isole e canali di collegamento.
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![]() ![]() Il satellite nettuniano Tritone (fonte NASA). |
Urano e Nettuno sono stati raggiunti dalla sonda Voyager 2 nel 1986 e nel 1989, ed è difficile immaginare nell'immediato futuro una sonda che li raggiunga di nuovo. Sui satelliti di Urano ARIEL (diametro: 1.160 km), MIRANDA (diametro: 470 km) e TITANIA (diametro: 1.580 km) sono stati trovati segni di attività geologica. In particolare su Titania sono state trovate imponenti fessure da cui esce ammoniaca ghiacciata, mentre Miranda presenta segni di una intensa attività passata, con tre enormi regioni ovali più giovani formate da fasce parallele di creste, solchi e scarpate. TRITONE (diametro: 2.700 km, densità: 2,1 g/cm³) orbita al contrario rispetto alla rotazione di Nettuno ed ha un'orbita fortemente inclinata, quindi si pensa che possa essere stato catturato dal pianeta. Ci sono segni di un'antica attività geologica su tutta la superficie, e al polo sud Tritone presenta ancora vulcani attivi e geyser di idrocarburi che fuoriescono dalla crosta di azoto e metano ghiacciati.
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Verso i pianeti giganti sono state inviate alcune sonde che
sono ancora in viaggio nello spazio interstellare.
Ma dove sono arrivate e
quanto sono lontane queste sonde? Considerando che Nettuno dista da noi circa 4
miliardi e mezzo di chilometri, le sonde più lontane sono le seguenti:
Voyager 2, che è partita nell'agosto 1977 e ha raggiunto Giove (1979), Saturno (1981), Urano (1986) e Nettuno (1989), è ora distante dalla Terra 13,3 miliardi di km.
Pioneer 10, che è partita nel marzo 1972 e ha raggiunto Giove nel 1973, è ora distante dalla terra 14,9 miliardi di km.
Voyager 1, partito nel settembre 1977, è l'oggetto più lontano lanciato dall'uomo nello spazio: raggiunti Giove (1979) e Saturno (1980) ha superato qualche anno fa la sonda Pioneer ed ora viaggia nello spazio interstellare a 16 miliardi di km di distanza... sembra tanto, ma è soltanto una piccola frazione dello spazio che ci separa dalla stelle più vicina, pressoché nulla rispetto alle dimensioni dell'Universo!