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l'universo in un raggio di luce

COME LA SPETTROSCOPIA HA CAMBIATO L'ASTRONOMIA

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1. le ultime parole famose...


francobollo francese per il centenario
 della morte di Auguste Comte (1798-1857)
a destra frontespizio da Google Libri del
"Cours de philosophie positive - Tome XII"
     

Nel 1835 Auguste Comte, il filosofo padre della sociologia, nel volume dei suoi "Corsi di filosofia positiva" dedicato alla filosofia dell'astronomia e della fisica, scriveva:

(...) à l'égard des astres. (...) Nous concevons la possibilité de déterminer leurs formes, leurs distances, leurs grandeurs et leurs mouvemens; tandis que nous ne saurions jamais étudier par aucun moyen leur composition chimique, ou leur structure minéralogique, et, à plus forte raison, la nature des corps organisés qui vivent à leur surface

Auguste Comte, Cours de philosophie positive, Tome XII (1835)

(...) riguardo agli astri (...) concepiamo la possibilità di determinare le loro forme, le loro distanze, le loro dimensioni e i loro movimenti; mentre non sapremo mai studiare in alcun modo la loro composizione chimica, o la loro struttura mineralogica, e, a maggior ragione, la natura dei corpi organizzati che vivono sulla loro superficie.

Che cosa studia l'astronomia

Fin dall'antichità l'uomo ha osservato e si è lasciato guidare dagli astri. E' probabile che, alzando gli occhi nelle notti serene, i nostri progenitori nelle foreste si siano chiesti che cosa fossero quelle luci nel cielo, quesito filosofico destinato per secoli a rimanere senza risposte certe. Alcuni pazienti osservatori delle antiche civiltà iniziarono a misurare la posizione dei corpi celesti, distinguendo gli astri che si muovevano nel corso dell'anno da quelli che se ne restavano fissi: grazie a loro nasceva l'astronomia.


foto di Akira Fuji

Nel II secolo d.C. l'opera del greco Tolomeo riassumeva lo stato dell'astronomia antica: da una parte un sistema che ponendo la nostra Terra fissa al centro dell'Universo tentava di spiegare e prevedere i movimenti dei corpi mobili (i cosiddetti pianeti); dall'altra un catalogo contenente la posizione e la luminosità delle stelle fisse, raggruppate in figure dette costellazioni.

Dopo che Newton con la legge di gravitazione universale (1687) aveva dimostrato che a regolare il movimento dei corpi celesti e il movimento degli oggetti terrestri provvede la stessa forza, nacque e si sviluppò la meccanica celeste, scienza del moto applicata ai corpi celesti.

All'inizio dell'Ottocento, l'opinione che l'astronomia coincidesse essenzialmente con lo studio della posizione e del movimento dei pianeti era diffusa anche tra gli astronomi. Il grande Bessel, direttore dell'osservatorio di Königsberg e primo astronomo a misurare la distanza di una stella con il metodo della parallasse, diceva: "L'astronomia deve scrivere le regole per determinare il moto dei corpi celesti, come appare dalla Terra". La meccanica celeste ha permesso all'umanità risultati straordinari, quali il calcolare l'orbita delle comete, prevedere l'esistenza e predire la posizione di pianeti sconosciuti, lanciare astronavi ai confini del Sistema solare e inviare uomini sulla Luna, e forse a breve anche su Marte!

     
francobollo tedesco per il 
bicentenario della nascita di
Friedrich Wilhelm Bessel
(1784-1846)

Eppure, proprio negli anni in cui Comte pubblicava le sue opere, si stava sviluppando grazie ad alcuni studiosi della luce la disciplina che avrebbe permesso, entro la fine del secolo, di dare le prime risposte concrete alle domande: "qual è la composizione chimica di una stella? di che cosa è fatto l'Universo?". Stava nascendo la spettroscopia.

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